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Tutela la tua reputazione aziendale con il diritto all'oblio
Strettamente connesso sia con il concetto di identità personale che di diritto alla riservatezza, per diritto all'oblio s'intende sia il diritto alla cancellazione dei dati personali da parte del titolare del trattamento, sia il diritto a non restare esposti a tempo indeterminato alle conseguenze dannose che possono derivare al proprio onore o alla propria reputazione da fatti commessi in passato o da vicende nelle quali si è rimasti in qualche modo coinvolti e che sono divenute oggetto di cronaca.
Diritto all'oblio: come si definisce?
Soprattutto sottolineando tale ultimo aspetto, si può anche definire il diritto all'oblio come ildiritto a essere dimenticati; il presupposto di questo nuovo diritto, che va raccordato con il diritto di cronaca, deve essere ravvisato nel fatto che un determinato accadimento può tornare a essere privato quando perde di qualsiasi utilità per l'interesse pubblico, essendo stato già conosciuto e assimilato dalla comunità: in altri termini, quando l'interesse pubblico alla conoscenza di un determinato fatto viene meno, il nostro ordinamento deve tornare a garantire pienamente il diritto alla riservatezza e la reputazione dei soggetti che ne sono stati coinvolti.
Per comprendere le problematiche sottese a tale (nuovo) diritto, può essere interessante è utile tracciare una somma evoluzione giurisprudenziale italiana e comunitaria, inevitabilmente condizionata dall'incidenza del progressivo e sempre più massiccio uso della rete per quanto riguarda il trattamento on line di dati sensibili e personali.
Allo stato attuale, il diritto all'oblio ha trovato recentemente una prima forma di regolamentazione, a livello comunitario, nel regolamento GDPR, entrato in vigore il 25 maggio 2016.
L'art. 17, in particolare, sancisce che ogni interessato ha diritto ad ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo. Dal canto suo il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali di chi lo richiede, se sussiste uno dei motivi indicati nella norma medesima.
La dimensione attuale e la dimensione storica del diritto d'oblio
Come si può vedere, il diritto all'oblio riguarda da un lato una dimensione attuale, con il diritto di ogni interessato a veder eliminati i propri dati personali se sussistono i motivi predetti, sia unadimensione storica, ovvero il diritto a richiedere che una determinata informazione presente sul web, riferita a fatti passati e non più attuali, non venga più messa a disposizione degli internauti: la prevalenza del diritto all'oblio del singolo individuo rispetto all'interesse economico del gestore del motore di ricerca e a quello del grande pubblico, infatti, viene meno solo dinanzi a un evidente interesse pubblico alla conoscenza del fatto.
Diritto d'oblio: quando può essere esercitato
Tale diritto può essere esercitato sia nei confronti del titolare della singola pagina web ove la notizia o l'informazione sia presente, sia nei confronti dei singoli motori di ricerca, affinché siano rimossi i contenuti ed i link alle pagine web che lo dipingono in maniera non attuale e che sono idonei a ledere la propria reputazione e la propria riservatezza.
Per poter però accedere a tale rimozione, occorre che:
- il fatto che si intende "dimenticare" non sia recente ma, piuttosto, sia risalente nel tempo.
- tale fatto, in aggiunta, deve avere uno scarso interesse pubblico al momento della richiesta.
Ciò per bilanciare il diritto all'oblio con il diritto di cronaca e con l'interesse pubblico a conoscere le informazioni che possono essere acquisite attraverso la rete internet.
Ciò detto, per poter concretamente esercitare il proprio diritto all'oblio occorre rivolgere la relativa richiesta al motori di ricerca o al titolare della pagina web ove la notizia è riportata (da notare che Google ha messo a disposizione un modulo online attraverso cui indicare in particolare un indirizzo mail di contatto, il link che s’intende eliminare, la motivazione, e la copia di un documento d’identità del richiedente. Ricevuta la richiesta di deindicizzazione, Google deve obbligatoriamente “lavorarla” ed in tempi brevi).
Nel caso in cui il destinatario della richiesta di cancellazione rimanga inadempiente oppure formuli parere negativo, l’interessato può rivolgersi direttamente al Garante della Privacy o all’Autorità Giudiziaria.



