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Web reputation: che cos'è e come difenderla
Ogni persona ed ogni imprenditore, siano più o meno attivi nel commercio on line o nell'utilizzo di internet, sa quanto sia diventata importante la reputazione di sé o della propria impresa e quanto sia altrettanto facile che la stessa sia lesa da immagini, commenti, recensioni, magari espresse da persone che nulla hanno a che vedere con noi.
La crescita esponenziale di internet, infatti, ha avuto un rilevante impatto sul concetto stesso di reputazione, sia per la facilità di diffusione e reperimento delle notizie, peraltro non controllate nè controllabili, sia per le conseguenti e necessarie modifiche che tale impatto ha prodotto nella definizione di "reputazione" e negli strumenti a disposizioni di chi vede diffondersi online contenuti che ledono la propria privacy o la propria immagine e che intende quindi reagire a tale violazione.
Prima di capire cosa si può fare in caso di lesione della propria reputazione ed eventualmente quali danni chiedere, conviene cercare di capire cosa si debba intendere effettivamente per reputazione.
I diritti della personalità
Il "diritto alla reputazione" rientra nella più ampia categoria dei diritti della personalità e, pertanto, si ritiene utile fornite un quadro, sia pure sommario, di questi ultimi, in modo da poter correttamente inquadrare il diritto oggetto del presente scritto.
In linea generale, i diritti della personalità sono diritti soggettivi assoluti, spettanti all'essere umano in quanto tale e per il solo fatto di esserlo, funzionalmente diretti ad affermare e garantire esigenze di carattere esistenziale: essi sono inalienabili, intrasmissibili, irrinunciabili e imprescrittibili.
Non sempre, nella storia umana, è stato così: la nascita dei diritti dell'uomo, nel significato attuale, consegue all'atroce esperienza dell'ultimo conflitto mondiale (e del convulso periodo storico che lo precedette), cessato il quale i diversi paesi si orientavano verso l'affermazione di valori ispirati alla centralità dell'individuo, la cui inviolabilità doveva essere garantita sopra ogni altro interesse e senza flessioni o formule intermedie, concilianti, come tali, una protezione attenuata.
Fonti del diritto
Nel nostro ordinamento, la tutela dei diritti della persona e la loro declinazione sono comprese ed enunciate in primo luogo dalla nostra Costituzione che:
- introduce nell'ordinamento la sacralità dei diritti inviolabili della persona;
- individua il fine primario del nostro Stato nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo e realizzazione di sé ;
- richiede che il rispetto dei valori di libertà e uguaglianza siano prioritariamente considerati rispetto ad ogni altra esigenza.
Tali principi sono contenuti in diversi articoli della Carta Costituzionale, fra i quali non si può non accennare e ricordare i seguenti:
- l'art. 2 della Costituzione stabilisce che l'Italia riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale;
- il successivo art. 3, invece, cristallizza il principio di uguaglianza, affermando che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali (cd ugualgianza formalee) ed impone allo Stato di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza tra i cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione del Paese (cd uguaglianza sostanziale).
Nei successivi articoli, la nostra Costituzione elenca una serie di diritti, inviolabili e connaturati ad ogni uomo, ovvero:
- il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4),
- la libertà di culto religioso (artt. 8 e 19);
- l'inviolabilità della libertà personale (art. 13), del domicilio (art. 14), della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione (art. 15);
- il diritto alla libera manifestazione del pensiero (art. 21), di associazione (art.18), alla difesa in giudizio per i propri diritti (art. 24) con la presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva e il riconoscimento della responsabilità penale come personale (art. 27).
- tra i diritti nei rapporti etico-sociali, economici e politici, la Costituzione inserisce il diritto alla salute (art. 32), all'istruzione (art. 34), a manifestare in sciopero (art. 40), incoraggia il risparmio privato (art. 47) e la libera imprenditoria economica (art. 41).
Non da ultimo, riconosce a ogni cittadino il diritto di voto che è anche un dovere civico (art. 48).
Accanto a quella costituzionale, le altre fonti nazionali dei diritti della personalità sono il codice civile (artt. 5-10), il codice penale (delitti contro la persona) e alcune leggi complementari, mentre le fonti sovranazionali sono le Carte Internazionali dei Diritti tra cui si devono citare:
- la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo proclamata dalle Nazioni Unite nel 1948;
- il Patto internazionale sui diritti civili e politici (New York, 1966, reso esecutivo nel 1977);
- Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, 2000, c.d. Carta di Nizza;
Infine, non si può non accennare al fatto che con la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali del 1950, c.d. CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo), è stata istituita la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, organismo deputato a decidere sulle violazioni dei diritti dalla Convenzione tutelati.
Quali sono i diritti della personalità?
Un "elenco" dei diritti della personalità rischia di apparire riduttivo e, in un certo senso, poco rispettoso rispetto alle più ampie sfaccettature di cui è composto un individuo, inteso sia singolarmente sia come facente parte di una società ed inserito in gruppi più o meno ampi di altri individui (e vedremo come proprio tale collocazione sociale acquisisce fondamentale importanza nel concetto di reputazione).
Tuttavia, anche solo per offrire alcuni spunti di riflessione e qualche (sommaria) informazione a chi legge, si possono individuare le più elementari garanzie di essenziali valori umani e sociali, tutelati dal nostro ordinamento (ovvero: l'integrità psico-fisica e la sfera dell'intimità privata, l'identità personale e la libertà di pensiero), al rispetto delle quali i singoli diritti della personalità trovano da un lato espressione dall'altro protezione.
Interpretando estensivamente le norme costituzionali prima citate, ed in particolare l'art. 2, è stato poi possibile rinvenire nuovi valori e diritti della persona, fortemente condizionati o addirittura ispirati dai processi evolutivi di un dato momento storico: del resto, il progresso umano avanza efa emergere sempre nuovi diritti e doveri, che mutano nel tempo e che possono e devono trovare tutela nel nostro ordinamento (ad es., si pensi all'importanza di accedere ad internet nella società attuale e come tale possibilità si stia sempre più strutturando come un diritto del singolo cittadino). Nei prossimi articoli faremo degli esempi.



